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Libri e riviste

a cura di Luigi Filipetto
luigi.filipetto@tin.it
 
INDICE
Progettare per chi va in tram. Introduzione al lavoro dell’architetto.


Questo piccolo campionario di considerazioni che l’autore fa è sufficiente a stimolare la lettura di questo libro. Professore di progettazione architettonica, egli ha contribuito alla realizzazione di complessi di abitazioni economiche, scuole e costruzioni per altri servizi collettivi, fra i quali il nucleo iniziale dei padiglioni della Fiera di Bologna.
Dopo un’apertura sulla lampada Naska Lux, sulla quale l’autore disquisisce per evidenziare quanta parte del lavoro dei progettisti sia dedicata alle necessità della vita di tutti i giorni molto più che a richieste eccezionali, il libro parte dalla svolta cruciale avvenuta nella cultura progettuale eu-ropea dei primi decenni del secolo ventesimo. Fu in quel periodo che nomi significativi di progetti-sti e archietti si posero l’obiettivo di disegnare e costruire case e quartieri con criteri omogenei per renderli adatti a una larga fascia di popolazione. All’insegna di “la casa per tutti” questo obiettivo fu realizzato nella meta del secolo scorso in paesi come la Svezia, la Finlandia, la Danimarca e l’Olanda.

Una pausa di riflessione prima di rimboccarsi le maniche. Anche per gli architetti e i progettisti. Anzi un vero approfondimento sull’anamnesi ambientale, sulla destinazione e sugli obiettivi. E sui destinatari che sono appunto il popolo che va in tram. Il titolo di questo libro è eloquente di per sé e infatti il volume scorre con agilità le linee e gli orientamenti essenziali che gli architetti hanno messo in opera nell’Europa del Novecento per migliorare le condizioni dell’abitare. Racconta degli sforzi e dell’impegno di questi architetti per costruire una città moderna dove le condizioni ambientali negli alloggi, nei luoghi di lavoro, nelle sedi di servizi collettivi migliorassero a vantaggio in particolare della gente più disagiata.
Il loro lavoro si integrava così in programmi di riforme sociali e raggiunse risultati significativi in città come Lione, Vienna, Francoforte, Praga, Rotterdam, Stoccolma.
Si trattava in fondo di saper cogliere le novità autentiche, di saper distinguere le trasformazioni non provvisorie dalle manifestazioni della moda e di evitare di cadere negli equivoci.
L’idea ispiratrice di un simile progetto partiva dalla considerazione che sono soprattutto i meno provvisti di mezzi propri ad avere bisogno di uno sviluppo urbano programmaticamente progettato.
Le situazioni certo evolvono e stimolano di continuo l’inventiva. Chi ieri andava in tram, poi si è mosso in metropolitana, con due o quattro ruote. Progettare per queste categorie di persone non è facile. Inoltre, bisogna fare i conti con risorse misurate.

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