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INDICE
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TRA CANALI E RISAIE
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Vale la pena percorrere la sconfinata campagna del Vercellese e attraversare il reticolato fittissimo di canali dalle origini antiche, ma che sono rimasti immutati. Curati costantemente con fatica e arguzia dagli uomini delle risaie – gli “acquaioli” – che da una generazione all’altra si sono tramandati e hanno perfezionato l’arte di canalizzare l’acqua.
I canali, questi “vetusti conduttori d’acqua” sono vere opere d’arte, capolavori di ingegneria idraulica. Hanno resistito alla forza delle alluvioni, alla lenta erosione dell’acqua, ai cambiamenti del mondo circostante.
In mezzo alle risaie ogni stagione ha la sua connotazione e un fascino particolari: un
susseguirsi infinito di specchi d’acqua; il verde brillante di un riso ancora da domare; il giallo intenso delle pannocchie mature; la falciatura, la trebbiatura e i carri stracolmi di riso; e infine il brullo
autunno di un terreno-scacchiera in attesa del seme che verrà.
Pietro Monti narra le vicissitudini storiche della costruzione dei canali più importanti. In un’appendice si narra come nel 1859 l’esercito austriaco, che dopo aver attraversato il Ticino
marciava contro il regno del Piemonte, fu fermato dalla inondazione delle risaie. E’ lo stesso ideatore ed esecutore del piano di allagamento, l’ingegnere Carlo Noè – ispettore dei Regi Canali – che con
sobrietà, precisione e chiarezza descrive l’avvenimento. Nella parte finale sono presentati con
splendide fotografie gli ecomusei del Piemonte.
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Il Naviglio di Ivrea,il primo grande canale, fu aperto nel 1468. Da lì si susseguono nei
decenni altri canali, diramazioni, collegamenti. Il Canale Cavour, iniziato nel 1863 e terminato dopo tre anni, collega il Po con il Ticino. E poi si parla della gestione dei canali, dei consorzi, delle compagnie. Delle diramazioni del Canale Cavour. La rete dei Canali Cavour si concluse nel 1954 con la costruzione del Canale Regina Elena. Ha uno sviluppo di oltre 1500 chilometri e si
estende su una zona irrigabile di 500 mila ettari. L’Associazione Ovest Sesia ha attualmente in proprietà 2600 chilometri di canali, più circa 900 chilometri di canali demaniali in concessione.
Con lo sviluppo delle opere di canalizzazione si accompagna naturalmente lo sviluppo delle coltivazioni. E’ una storia tutta da leggere, soprattutto da parte di chi invece di guardare le cime dei palazzi preferisce guardare l’acqua che scorre e che porta la vita.
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