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Libri e riviste

a cura di Luigi Filipetto
luigi.filipetto@tin.it
 
INDICE
Il numero plastico

 

SOMMARIO: Un percorso di conoscenza operante (Maria Antonietta Crippa) – Introduzione (Frans Huiting) – Numero e misura nella genesi di un edificio – Definizioni dell’ordine architettonico e del numero plastico – Uno strumento di lavoro – Tipi e ordini di grandezza – Proprietà della grandezza architettonica – Determinazione del rapporto fondamentale – Sistemi di misure – Espressione numerica del rapporto fondamentale e degli altri rapporti di un sistema – Gioco di margini – Espressione numerica dei rapporti derivati – Caratteristiche dei rapporti – Disposizione architettonica – Giustapposizione e sovrapposizione – Realizzazione del numero plastico.

L’architetto Hans van der Laan (1904-1991), monaco benedettino, ha escogitato un sistema molto semplice affinché sia rispettata l’armonia tra l’individuo che abita nella casa, la casa, la natura e il cosmo. Chi costruisce un edificio pensando solo a quello fa uno sgorbio.
Il sistema è l’abaco, quello che usavano i romani per i loro calcoli e di cui si servono ancora gli arabi e i cinesi. L’abaco di van der Laan è costituito da una scatola con venti scomparti che contengono dei bastoncini cilindrici. I bastoncini sono tutti di differenti lunghezze. Il più piccolo misura circa 1/50 del più grande. Con l’aiuto dell’abaco viene determinato il numero plastico, cioè la relazione che si stabilisce tra i volumi architettonici e la loro unità spaziale.
Numero plastico, che è altra cosa dal numero puro e semplice, il quale si riferisce al numero considerato in astratto. Il numero plastico invece si riferisce alla realtà, costringe a guardare al concreto, lega ad esso, perché del numero plastico sono come impregnati i volumi stessi che costituiscono l’edificio. E’ il garante dell’ordine architettonico con il quale l’uomo si vede appagato nei suoi bisogni più elevati e più propri, che sono quelli dello spirito.
L’uomo sembra perdersi nella contemplazione delle armonie spaziali, tuttavia vi si ritrova per il fatto che, nel gioco dei pieni e dei vuoti, vede proiettati, per così dire, sotto i suoi occhi le stesse relazioni che lo collocano nello spazio. Questo perché la funzione della casa è quella di servire da approccio, da incontro, da riconciliazione fra il corpo, che sembra non essere quasi niente, e lo spazio illimitato dell’universo.
Potrebbe apparire un libro palloso questo che parla del numero plastico. In realtà, la materia riguarda architetti, progettisti, ingegneri. Ma, siccome chiama in causa il ragionamento e il cuore, interessa tutti. Una volta iniziato, il libro riserva spazi impensati e inesplorati. Chi lo legge incontra stimoli per ragionare, momenti di coinvolgimento e di critica, aperture a nuove dimensioni. Sensazioni che hanno accompagnato anche chi ha tradotto il volume.

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