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Prima c’era la “qualità della vita”, poi venne il “benessere”, ora c’è il “piacere”. Il piacere di vivere, che concepisce l’esistenza in termini di gioia e si dirige con forza verso l’avvenire, il
movimento, il divenire. Il piacere è strettamente legato alla casa ecologica. E’ di questo infatti che parla il libro che presentiamo. La cultura del costruire ecologico consapevole ha ormai una trentina di
anni: Oggi si costruisce ecologicamente in tutto il mondo.
Il passaggio tra il costruire e basta e il costruire ecologico non è stato privo di paradossi. L’autore del libro
– che è un architetto e saggista – ricostruisce con grande efficacia il duro
cammino per la trasformazione dello “spazio” in quanto valore significativo per una nuova concezione
della vita. Esigenza che esplode negli anni ’70 dalla consapevolezza della crisi della città e del nostro modo di vivere.
Da un mondo in cui non esisteva lo “spazio domestico” in quanto la vita era nella società, nel villaggio, nel borgo, per la prima volta, nel 1728, Parigi redige il “Piano dei limiti” con l’intento di addomesticare quelle parti della città che sfuggono al controllo. Ogni cittadino deve avere una
residenza, ogni casa un numero, ogni strada un nome. A Firenze i nomi delle strade vennero dati nel 1785.
E’ un bene, non c’è nulla da dire. Peccato però che lentamente tutto diviene codificato,
prevale la regola, l’istituzionalizzazione. La burocrazia si appropria dello spazio. Accanto alle maglie di strade larghe e rettilinee che sconvolgono gli insediamenti funzionali a una ben precisa forma di vita, si affianca la griglia della rete fognaria. Mentre prima il rifiuto tornava in circolo sotto altre forme, ora viene trasferito nei fiumi, nei laghi, nei mari. L’acqua del luogo che prima si beveva, ora non è più potabile. Ci pensa la municipalità a portare l’acqua direttamente in casa, senza bisogno di andare alla fontana. Addio chiacchiere e socialità! La connessione ai servizi pubblici è arrivata
gradualmente al parossismo. Oggi le città non sono più città, ma cantieri permanenti.
Ecco la rivolta ecologica. La quale finalmente ha abbattuto grosse barriere: Fino a oggi si è capito con che cosa e come costruire le dimore dell’uomo, oggi finalmente si comincia a lavorare sullo spazio, come organizzarlo, quale forma dargli. Mentre prima – secondo una efficace
similitudine dell’autore del libro – era come aver costruito con fatica una scintillante e potente Ferrari e guidarla come fosse una Seicento, ora si può dire che si è arrivati davvero a guidare la
Ferrari: Forse c’è ancora scarsità di esperti piloti.
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