|
|
INDICE
|
Due bei libri per baby ingegneri spaziali e navali
|
L’aquilone, per esempio, cominciò a portare ad altezze prima impensabili strumenti scientifici. Beniamino Franklin – l’inventore del parafulmine, vissuto fra il 1706 e il 1790 – lo usò per i suoi celebri esperimenti sull’elettricità elettrostatica.
Torniamo all’origami gioco, in epoca più vicina a noi, anzi vicinissima, quando fu organizzata la prima grande gara internazionale degli aerei di carta. Era il 1966 e la gara, chiamata “The 1st International Paper Airplane Competition”, ebbe luogo in America.
Il successo fu travolgente e all’organizzazione arrivarono oltre undicimila progetti provenienti da 28 paesi. Da lì partirono molte iniziative simili in ogni parte del mondo. Si svilupparono poi diverse specialità di gara: durata del volo, distanza, durata e distanza, acrobazia, estetica/origami, tiro al bersaglio, tiro a più bersagli, corsa. L’ultima specialità consiste in questo: su un percorso definito, i concorrenti, individualmente o a “staffetta”, lanciano i loro modelli cercando di tagliare il traguardo con il minor numero di lanci. E’ una bella gara in realtà, si può fare anche nei parchi, in un campo da gioco, in una spiaggia. Le vacanze non sono lontane, teniamola presente.
|
|
Si tratta di due libri dell’ Editrice Fabbri che insegnano a costruire aerei e navi di carta. Naturalmente i due libri non descrivono solo come si fa, ma sono ricchi di illustrazioni che mostrano il modello realizzato e i vari passaggi per arrivare alla costruzione di un aereo o di una nave. I modelli sono molti, ce n’è di facili e di più complicati, per questi ultimi ci devono mettere mano il papà o la mamma (più spesso il papà!). Di solito succede infatti che i piccoli “obbligano” gli adulti a sedersi al tavolo per costruire un aereo. Poi, siccome l’operazione si rivela più ingarbugliata di quello che il bimbo si aspetta – soprattutto se l’adulto è inesperto – il bimbo se ne va a giocare, proprio quando il papà comincia ad appassionarsi e va avanti da solo.
In ogni caso, molti dei modelli presentati sono di facile realizzazione, costruibili con normali fogli di carta per fotocopie (formato A4), modelli che volano bene anche se realizzati con qualche imperfezione. Sono semplici e veloci da costruire, non necessitano di colla o punti metallici, volano lontano e non si rovinano anche se urtano contro un ostacolo. Si possono prestare anche per lanci con propulsione a elastico.
La costruzione degli aerei e delle navi di carta ha una storia lunga. Non è nata nei nostri banchi di scuola, come qualcuno potrebbe credere. No, no. Anzi, è una vera e propria arte. Si chiama arte degli Origami, ed è un’antica arte giapponese di piegare la carta e ottenere fiori, farfalle, aerei (appunto) e un’infinità di altri oggetti. Alcuni dicono che quest’arte risale all’ottavo secolo, più precisamente che sia iniziata fra il 737 e l’806. I giapponesi chiamano quest’arte Kaiser e nei secoli sono diventati campioni imbattibili. Nata come un gioco, quest’arte ha raggiunto livelli di perfezione e suggerito progetti di tale perfezione da essere presa in considerazione anche dagli scienziati. Si racconta che attorno al 1700 i giapponesi usarono in battaglia una specie di piccolo aereo di legno e di carta che portava sul muso una lama affilata e appuntita.
La costruzione dell’aereo diventa così qualcosa di più di un
semplice gioco. Si cominciò a incrementarne l’efficienza, la
robustezza la capacità di volo a un ritmo di miglioramento che di
piccolo non ebbe più niente.
|
|